Alienazione delle quote Pulchra: scaricabarile in Consiglio comunale.

Prima del Consiglio comunale dello scorso 12 novembre abbiamo inviato al Sindaco ed ai nostri colleghi consiglieri una lettera con la quale li invitavamo a riflettere sulle risultanze della perizia di valore e rideterminazione del canone, nonché sui contenuti del capitolato di gara, vinta dall’unico partecipante SAPI, per l’alienazione della quota comunale in Pulchra e per l’affidamento quinquennale dei servizi di igiene ambientale.

Le conseguenze della perizia, così come modificata dalla consulente il 7 luglio 2018, e del capitolato dei servizi sono molto pesanti per le casse del Comune e per i cittadini.

All’esito della gara, infatti, il prezzo della quota comunale è risultato pari a 1.160.000 euro contro 1.336.000 euro della prima perizia, con una perdita di 174.000 euro per il Comune, mentre il canone, per il quale la Ecolan e la stessa SAPI avevano richiesto un compenso annuo di 4.374.000 euro + ricavi da filiera CONAI, è stato elevato ad un importo annuo fisso e non soggetto a ribasso d’asta, pari a 4.576.000 euro+ ricavi da filiera. Se consideriamo la prima perizia nella quale era stato rideterminato un canone di 4.576.000 senza però aggiungere i ricavi da filiera che restavano di competenza del Comune, risulta ben chiaro che, grazie al capitolato elaborato e proposto dai nostri dirigenti, i cittadini dovranno aggiungere, a quello che era stato rideterminato come canone equo, i ricavi da filiera per un valore stimabile tra i 210.000 ed i 300.000 euro/anno.

In sostanza, il Comune pagherà a Pulchra un canone equivalente a quanto pagava con il vecchio contratto, sebbene la stessa consulente lo avesse definito come eccessivo per almeno 300.000 euro.

Di fronte a queste argomentazioni i consiglieri di maggioranza si sono ben guardati di entrare nel merito e, nei loro interventi “fotocopia”, si sono definiti “confortati” dalle rassicurazioni dei dirigenti comunali; questi, di  fronte alle puntuali osservazioni e domande poste dalla nostra portavoce Dina Carinci in merito agli opinabili contenuti dell’aggiornamento della perizia sul valore e sulla mancata coerenza della perizia con il capitolato, hanno ritenuto, evidentemente, insindacabili i documenti acquisiti dal consulente tecnico.

Alla fine il barile è stato scaricato sui cittadini di Vasto.

Cosa c’è nel barile? Solo una grande medaglia, una grande patacca avente su un lato 1.160.000 euro per alleviare la pesante situazione di cassa del Comune e sull’altro lato, oltre ai mancati utili di partecipazione alla Pulchra per circa 200.000 euro/anno, un canone uguale al precedente, quindi senza l’abbassamento di 300.000 euro previsto dalla prima perizia. Ciò vuol dire che il Comune ha rinunciato, per i prossimi 5 anni, a circa 1.500.000 di euro a causa del mancato ribasso del canone.

Il M5S non rinuncerà ad esporre queste disinvolte manovre a danno dei cittadini nelle sedi istituzionali ritenute più opportune. Già durante il Consiglio comunale del 22/10/2018 abbiamo espresso, inascoltati, le nostre perplessità sulla procedura di alienazione e, a seguito della bocciatura della nostra mozione di revoca della procedura di gara in autotutela, ci siamo rivolti alla nostra portavoce deputata Carmela Grippa per un esposto all’ANAC, da lei puntualmente depositato in data 24/10/2018.

Posted in Comunicati Stampa, M5S Vasto.

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