L’ipocrisia del PD sullo SBLOCCAITALIA

Il decreto legge ‘Sblocca Italia’ è passato alla Camera con larga maggioranza.  Esponenti locali del Pd abruzzese, dal sindaco di Vasto Luciano Lapenna fino al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si sono dichiarati contrari agli effetti deleteri dello Sblocca Italia per l’Abruzzo, in particolare per il via libera alla trivellazione petrolifera della nostra regione (addirittura […]

Nella casa lavoro di Punta Penna gli internati non hanno occupazione

Oggi abbiamo visitato la casa lavoro di Punta Penna. Dei 189 detenuti e internati presenti attualmente (numero oltre il limite della capacità) nessuno è produttivo in modo regolare: una cinquantina sono impiegati per lavori domestici interni, altri saltuariamente svolgono attività agricole, di pulizia delle spiagge, ecc.  per lo più si ozia.

Altro paradosso è la condizione degli internati, diversa da quella dei detenuti e poco conosciuta: si tratta di persone che hanno già scontato la pena per i loro reati, ma vengono posti in misura di sicurezza detentiva in quanto giudicati soggetti socialmente pericolosi. Questa misura di sicurezza può essere prorogata più volte e gli internati vivono in questo limbo, da loro chiamato “ergastolo bianco”, senza sapere quando e se potranno tornare liberi.

La crisi mette famiglie e imprese nelle mani degli strozzini

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“A seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese, c’è il pericolo che l’usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti.

Tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013 la diminuzione degli impieghi bancari alle famiglie e alle imprese è stata di quasi 100 miliardi di euro. A fronte di una progressiva crescita del credit crunch avvenuta in questi ultimi anni, la CGIA rileva che il rischio usura è presente soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Dall’analisi emerge che nel 2013 la Campania, la Calabria, l’Abruzzo, la Puglia e la Sicilia sono le realtà dove la “penetrazione” di questo drammatico fenomeno ha raggiunto i livelli maggiori.

La riforma della giustizia di Berlusconi – lettera del M5S al ministro Orlando

“Gentile Ministro Orlando,
con questa lettera le spieghiamo, punto per punto, perchè non parteciperemo all’incontro di oggi. In primo luogo, siamo in presenza di un tipico caso, da parte sua, di scortesia istituzionale.
Aspettavamo da ben 7 giorni (dal 13 agosto) una risposta ad una nostra email, reiterata il 18 agosto, in cui le chiedevamo, prima dell’incontro, di conoscere più dettagliatamente i contenuti dello stesso, giacché non siamo disponibili ad una chiacchierata ferragostana sul più ed il meno. Abbiamo già avuto occasione di confrontarci su quelle che per noi sono le vere priorità in tema di giustizia per il nostro paese.
Le abbiamo portato a giugno le nostre proposte in materia di anticorruzione. Ci siamo incontrati a inizio agosto per discutere di processo civile, penale e norme contro la criminalità economica.
Da allora il silenzio, a parte le interviste sui giornali giusto per dare l’impressione che qualcosa si stava muovendo.