#Cancellieridimettiti, Paola Taverna chiede di votare la mozione di sfiducia in Senato – video

FG_AUTHORS: M5S Senato News

Mercoledì 8 gennaio 2013: oltre due mesi fa il MoVimento 5 Stelle ha chiesto la calendarizzazione anche al Senato della mozione di sfiducia del Ministro Anna Maria Cancellieri. Su questo tema il segretario del PD Matteo Renzi, a suo tempo, aveva espresso chiaramente il suo pensiero: “Se fossi in parlamento chiederei al mio gruppo di votare per le dimissioni” Come spesso accade i fatti non hanno coinciso con le parole. Ecco perchè oggi il MoVimento 5 Stelle, attraverso il suo capogruppo al Senato Paola Taverna ha chiesto nuovamente la calendarizzazione della mozione di sfiducia. Ecco il il suo intervento. Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, Il gruppo Parlamentare Movimento 5 stelle non ha votato il Calendario dei lavori approvato a maggioranza dalla odierna Conferenza dei Capigruppo. È infatti dal 5 novembre 2013 che abbiamo presentato una mozione di sfiducia individuale al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. E siamo, dopo 2 mesi, a chiederne ancora la calendarizzazione. Signor Presidente, nel caso in cui un Gruppo Parlamentare di opposizione richieda la verifica del rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo, ovvero tra Camere e singoli Ministri, le Camere hanno l’obbligo costituzionale di “risolverlo”. E non accogliere una tale richiesta, formulata dal Movimento di cittadini che ha ottenuto il maggior numero di voti alle ultimi elezioni politiche, significa porsi al di fuori del regime democratico e parlamentare. Del resto le motivazioni sono di natura costituzionale, in forza del mancato rispetto della dignità e della onorabilità pubblica del Ministro della Giustizia, a cui si aggiungono indulti mascherati, utili solo ai mafiosi, stupratori, assassini… ad ogni modo delinquenti abituali. Vi ricorda qualcuno? A questo voglia aggiungersi la difficile comprensione di quali siano i veri rapporti tra il nuovo segretario del PD e il partito stesso che egli dice di rappresentare. Facciamo qualche piccola citazione: “Non e’ un problema di avviso di garanzia, che non e’ una sentenza di condanna, ma il ministro ha perduto quel prestigio e quella autorevolezza che sono condizioni necessarie alla funzione di ministro della Giustizia”. “Il prefetto Cancellieri sa che ci sono dei momenti in cui si fa un servizio alle istituzioni se si fa un passo indietro, con le dimissioni prima che si arrivi al voto”. (l’abbiamo consigliato anche noi a qualcun’altro). “Spero che prevalga il buonsenso, oggi Cancellieri ha perduto quel prestigio e autorevolezza che le rimangono dal punto di vista personale ma nella sua funzione non più”.“Se fossi in parlamento chiederei al mio gruppo di votare per le dimissioni”. Era il 19 novembre 2013. E queste erano le dichiarazioni di Matteo Renzi, allora Sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Partito Democratico. Oggi, segretario del partito che è azionista di maggioranza di questo patetico esecutivo. La Dottoressa Cancellieri è ancora Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, ed è attivissima nel proporre iniziative. Partiamo dall’argomento emergenza carceraria. Al posto di venire a relazionarci sull’attuazione di un Piano che avrebbe dovuto risolvere strutturalmente il problema e che finora, a fronte di investimenti multimilionari non ha partorito neanche un nuovo posto in due anni, ci sottopone un decreto vergognoso. Qualcuno lo ha battezzato “decreto svuota-carceri”. Sarebbe più corretto chiamarlo ” indulto mascherato”. Al posto di intervenire sulle fattispecie minori, statisticamente più frequenti e socialmente meno pericolose, si vuole far passare la liberazione anticipata speciale di mafiosi, violentatori e assassini come la soluzione giusta per risolvere i problemi penitenziari ed evitare ulteriori condanne da parte di Strasburgo. Nel frattempo vuole estendere l’utilizzo del braccialetto elettronico convenzionato con Telecom (dove “casualmente” lavora anche suo figlio), grazie a un contratto da lei rinnovato quando era Ministro dell’Interno dello scorso esecutivo. Finora applicato a meno di 20 reclusi in tutto, dal 2001 a oggi ha divorato oltre 120 milioni di euro dello Stato. Il segretario del PD Matteo Renzi non fa altro che passare da un talk show all’altro chiedendoci dialogo. Bene: cominci a farci vedere se riesce a dialogare ancora con il resto del suo partito, se è disposto ad essere coerente con quanto ha detto meno di due mesi fa. Solo per capire se il PD all’interno delle istituzioni risponda a quanto chiede il Segretario o a quanto chiede il premier. Visto che, ormai, non si sa più con chi dovremmo parlare in questa Repubblica. Per parlare con il Capo dell’esecutivo bisogna sentire il Presidente della Repubblica e non il primo ministro. E per sapere qual è la posizione del Partito Democratico con chi bisogna parlare? Con il Primo Ministro o con il Segretario? O vogliamo continuare a giocare al ping pong di responsabilità? Pertanto richiediamo formalmente e nuovamente di calendarizzare domani, giovedì 09 gennaio, la mozione di sfiducia individuale al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Il Partito Democratico e le squadre renziane al suo interno non possono non accogliere questa richiesta per dimostrare nei fatti, e non soltanto con la propaganda, coerenza e dignità. Molto presto dovremo affrontare provvedimenti di importanza fondamentale per l’Italia intera, come la legge elettorale e il finanziamento pubblico ai partiti. Noi vogliamo sapere con un voto, qui e adesso, se la coalizione che governa questo Paese è quella composta da Letta e Alfano seduti al banco del Governo, o quella tra Renzi e Berlusconi seduti al tavolo di Arcore. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre dimostrato la sua coerenza in questi mesi. Dimostrate agli italiani, con questo voto, Voi chi siete. taverna-paola-cancellieri.png!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?’http’:’https’;if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+”://platform.twitter.com/widgets.js”;fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,”script”,”twitter-wjs”);

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