Scandalo Eni: colpa del Governo se l'inquisito Descalzi è ancora lì

“Eni e corruzione internazionale, se il Governo, ed in particolare il Ministro dell’Economia e delle finanze, si fosse adoperato seriamente presso i consigli di amministrazione delle società partecipate, quotate in borsa, per introdurre negli statuti un’apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti del consiglio di amministrazione, oggi non assisteremmo all’ennesimo caso di indagati alla guida delle società più importanti del Paese e Descalzi si sarebbe già dimesso e sarebbe fuori da ogni carica in Eni”.

Lo affermano in una nota i senatori del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi, Francesco Molinari e Gianni Girotto. “La clausola di onorabolità ed ineleggibilità fu richiesta e sostenuta a gran voce dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle ” ribadiscono i portavoce M5S.

“Occorre ricordare, anche al fine di voler ribadire l’importanza della funzione di controllo svolta dal Parlamento, che nella risoluzione approvata l’8 aprile 2014 (Doc. XXIV n. 26) dalla Commissione Industria, commercio, turismo del Senato, fu chiesto al Governo, tra l’altro, di rispettare, nella

definizione delle liste dei candidati designati per i cda delle partecipate, proprio i requisiti di onorabilità, oltre a quelli di professionalità, coerentemente con quanto previsto dall’allegato alla direttiva MEF del 24 giugno 2013″ sottolineano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. “In occasione dell’assemblea degli azionisti di Eni SpA dell’8 maggio 2014, chiamata ad approvare il bilancio di esercizio 2013 e a deliberare circa il conseguente rinnovo dell’organo amministrativo per scadenza di mandato, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Cassa depositi e prestiti, in qualità di azionisti di ENI, hanno formalmente chiesto la convocazione, anche in sede straordinaria, dell’assemblea per “discutere e deliberare in merito alla proposta di introdurre nello Statuto sociale una apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti il Consiglio di Amministrazione” continuano i portavoce del M5S al Senato.

“L’assemblea di ENI SpA, però, non ha approvato la proposta presentata dal Ministero Economia e Finanze. Neppure Finmeccanica l’ha fatto. L’azione del Governo si è fermata qui” denunciano Petrocelli,Castaldi, Molinari e Girotto. “Ancora più grave che il Ministro dell’Economia non abbia ancora risposto all’interrogazione presentata dai senatori del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi, Francesco Molinari e Gianni Girotto in data 27 maggio” denuncia il capogruppo del M5S Senato Petrocelli .

In questa interrogazione Castaldi, Molinari e Girotto chiedevano: “se il Ministro in indirizzo intenda, ed in quali termini, riproporre l’introduzione nello statuto sociale di Eni SpA e di Finmeccanica SpA, oltre che di tutte le società partecipate quotate in borsa, nelle quali ha il controllo azionario di fatto, di un’apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti il consiglio di amministrazione”. “Se ritenga di dover invitare i componenti designati nei consigli di amministrazione delle società partecipate, quotate in borsa, a farsi carico della riproposizione della norma bocciata nei relativi statuti societari. “se intenda adottare una comunicazione formale di dissenso dalle decisioni assunte dalle assemblee di Eni SpA e Finmeccanica SpA relativamente alle indicazioni di introdurre negli statuti un’apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti del consiglio di amministrazione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest