Buon anno informato: il 2014 dei partiti… e quello del M5S

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Buon anno informato: il 2014 dei partiti… e quello del M5S

31 Dicembre 2014 Gianluca Castaldi 0

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Buon 2015, buon anno informato! L’ultimo video del 2014 è un veloce riepilogo di quello che è stato l’anno dei partiti (in particolare di Renzi) confrontato con l’anno del M5S.

 

Gennaio

 

Decreto Imu-Bankitalia: passa alla Camera il 29 gennaio con l’utilizzo della ghigliottina da parte della Boldrini, evento senza precedenti nella storia repubblicana, non previsto dal regolamento della Camera. I diritti dell’opposizione (e quindi dei milioni di italiani che l’hanno votata) vengono calpestati.

 

Un regalo mostruoso a Bankitalia, che ha visto aumentare il suo capitale sociale da 156 mila euro a 7,5 miliardi. Perché le questioni Imu e Bankitalia vengono messe insieme nello stesso decreto? Perché così i partiti possono dire che il M5S, opponendosi al decreto Imu-Bankitalia, vuole far pagare l’Imu agli italiani! Su sette articoli, soltanto uno riguarda l’Imu, nel resto c’è di tutto: alienazione di immobili pubblici, condoni, aumenti di accise della benzina, eccetera.

 

Al contrario, il M5S ha proposto di scorporare i due argomenti e votarli separatamente. I partiti non lo hanno permesso. Risultato: le banche hanno intascato il regalino e gli italiani l’Imu l’hanno vista tornare poco più in là travestita da IUC (Tasi + Tari + Imu). Il M5S vuole l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, vera e senza trucchi: è uno dei nostri 20 punti.

 

 

Febbraio

 

La Camera ha dato il via libera al testo unificato sui delitti ambientali (dalle proposte di legge Realacci (Pd), Micillo (M5S) e Pellegrino (Sel)) che prevede 4 nuovi reati, tra i quali il disastro ambientale e il traffico di materiale radioattivo, e la confisca obbligatoria del profitto del reato.”

 

Il M5S dice sempre di no? Una fandonia: lo dimostra il fatto che sui delitti ambientali, alla Camera, abbiamo fatto passare un testo realizzato anche con Pd e Sel. Le idee buone le sosteniamo, da chiunque arrivino: peccato che dai partiti non arrivino praticamente mai! Tanto è che poi il testo sui delitti ambientali si è arenato in Senato e che il piddino Realacci, nonché presidente onorario di Legambiente, è fra i sostenitori dello Sblocca Italia (un ambientalista a intermittenza…).

 

Nel frattempo la Boldrini a febbraio definisce il M5S come un covo di eversivi e potenziali stupratori (beccandosi una nostra querela) e nel Pd si consuma la lotta fratricida fra Letta e Renzi: l’ex sindaco di Firenze diventa Presidente del Consiglio, facendo subito capire di essere un soggetto incoerente, bugiardo e non credibile: aveva assicurato che Letta avrebbe continuato a occupare Palazzo Chigi (Enrico stai sereno…) e che mai sarebbe diventato Premier senza passare per il voto dei cittadini. E’ solo l’inizio di una lunghissima serie di bugie…

 

Marzo

 

Giuseppe Scopelliti, presidente della Calabria, viene condannato a 6 anni per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Scopelliti, ex Pdl e ora NCD, si dimette.

 

Il M5S (in totale solitudine) chiedeva da tempo le dimissioni di Scopelliti per il commissariamento nella gestione del Fondo europeo di sviluppo regionale; per i tagli a ospedali già morenti; per il fiasco nel rientro dal debito sanitario; per lo schifo dei rifiuti urbani e per la vicenda del quotidiano L’Ora della Calabria.

 

In conferenza stampa (12 marzo) l’ex sindaco inaugura lo “Stile Renzi”: annunciare con slide e tweet cose scritte da nessuna parte e poi mettere nei decreti legge (visto che fa solo decreti e fiduce, circa una a settimana…) tutto il contrario di quanto annunciato…

 

 

Aprile

 

Un emendamento alla legge di stabilità del M5S permette agli italiani di indirizzare il loro 8×1000 all’edilizia scolastica (ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, risparmio energetico).

 

I partiti intanto sono impegnati a regalarsi una riduzione delle pene per lo scambio politico-mafioso, con la modifica del 416 ter: hanno anche fretta, infatti usano la ghigliottina in Senato per tappare la bocca al M5S.

 

Renzi partorisce una marchetta elettorale in pieno stile DC: gli 80 euro in busta paga. Ci vincerà le Europee e soltanto adesso (forse) gli italiani hanno capito che questi soldi sono stati ripresi con gli interessi.

 

La Picierno ci insegna come fare la spesa per due settimane con 80 euro fra la derisione generale…

 

 

Maggio

 

Renzi parlava di una riforma al mese. Il Fatto Quotidiano il 15 maggio fa una radiografia alle sue promesse. Su 14 annunci, nessuno è stato rispettato, a parte la marchetta elettorale degli 80 euro, le cui coperture sono state però bocciate dai tecnici .

Renzi, con la sua solita arroganza da ducetto, arriva ad accusare i tecnici del Senato di dire falsità solo perché vuole cancellare il Senato (in realtà vuole cancellare le elezioni dirette dei senatori e metterci i plurindagati consiglieri provenienti da regioni e comuni)

 

I partiti le promesse le mantengono soltanto con le lobby: sempre a maggio, infatti, un emendamento del governo rende “non punibile” il riciclaggio di denaro con le slot.

 

M5S presenta la prima legge elettorale votata online dai cittadini, mentre l’Italicum di Renzi e Berlusconi, messo insieme nelle segrete stanze, non si sa che fine abbia fatto…

 

“Per la prima volta nella storia, una legge elettorale è stata discussa e votata online da decine di migliaia di persone. 8 votazioni, oltre 220 mila voti, e tanti punti importanti decisi da noi: il sistema proporzionale, collegi intermedi, soglia di sbarramento, preferenze e preferenze negative.”

 

Scoppia lo scandalo Expo 2015, da tempo preannunciato da Grillo e dal M5S: nella retata vengono arrestati, con Paris, Greganti e Frigerio, uomini legati sia alla sinistra che alla destra. Una vera e propria “cupola” per assegnare gli appalti a imprese riconducibili a tutti i partiti (tranne ovviamente al M5S che non è un partito e non ha legami del genere!).

 

Il M5S nel frattempo festeggia il terzo restitution day (20 maggio), arrivando a mettere a disposizione delle PMI 5 milioni e mezzo di euro, e ci riprova con il reddito di cittadinanza, ma la maggioranza lo boccia di nuovo. Se M5S fosse al governo, dal giorno dopo il reddito di cittadinanza sarebbe una realtà.

 

Sempre grazie alle pressione del M5S, viene autorizzato l’arresto del deputato Pd Antonio Genovese, indagato per aver sottratto 6 milioni di euro di finanziamenti europei. Quando non c’era il M5S, i partiti non ci pensavano proprio ad autorizzare simili arresti: Nicola Cosentino (PDL), Sergio De Gregorio (PDL), Roberto Calderoli (Lega), Alberto Tedesco (Pd) e Vincenzo Nespoli (Pdl) sono stati tutti salvati dalle loro camere di appartenenza.

 

Giugno

 

L’Imu sulla prima casa uscita dalla porta rientra dalla finestra sotto forma di Tasi: i partiti fanno così, è il gioco delle tre carte, cambiano i nomi ma i fatti restano quelli. A Ragusa invece, dove c’è un sindaco a 5 stelle, la Tasi non si paga: Federico Piccitto ha azzerato l’aliquota TASI facendo risparmiare ai suoi concittadini 5 milioni di euro.

 

Il governo Renzi blocca in Senato la legge anticorruzione che era già pronta per essere discussa in Aula, annunciando un proprio ddl in arrivo. Poi cade tutto nel dimenticatoio, finché lo scoppio di Mafia Capitale fa ricordare a Renzi l’urgenza di avere una legge anticorruzione… Per il M5S la legge anticorruzione è una priorità ed è da quando siamo in Parlamento che spingiamo per realizzarla: ma i partiti, per ovvi motivi, non ne vogliono proprio sapere… lo dimostra il fatto che Renzi abusa dei decreti legge e delle fiducie per tutto, tranne che per l’anticorruzione: lì si può seguire l’iter normale (e far finire tutto nel nulla, come sempre).

 

Scoppia lo scandalo Mose a Venezia: come al solito sono coinvolte sia destra che sinistra!

 

“Il 4 giugno 2014, nelle prime ore del mattino, un blitz delle Fiamme Gialle porta all’arresto di 35 persone tra imprenditori, manager, amministratori e politici coinvolti in un circolo di tangenti nell’ambito dei finanziamenti al progetto MOSE. I capi d’imputazione sono reati di natura finanziaria quali corruzione, concussione e finanziamento illecito. Tra gli arrestati figurano Renato Chisso, Assessore regionale alle Infrastrutture dal 2000 (PdL) accusato di corruzione ricevendo per aver ricevuto uno stipendio fisso da 200-250 mila euro l’anno, lo stesso sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito di 450-550 mila euro per la sua campagna elettorale da Sindaco nel 2010 (PD, sebbene il partito abbia preso le distanze dichiarando che Orsoni non sia iscritto) e l’ex vicecomandante nazionale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante, accusato di aver fornito dietro compenso ad altri indagati «informazioni riservate sulle indagini in corso e su alcune verifiche fiscali operate dalle Fiamme gialle sulle attività del Consorzio Nuova Venezia, sfruttando le sue conoscenze e il suo potere all’interno del corpo incassando 500 mila euro dal Consorzio.”

 

Verrà indagato e posto agli arresti domiciliari anche Galan, di Forza Italia, che nonostante tutto continua ad essere presidente della Commissione Cultura alla Camera.

 

 

Luglio

 

M5S presenta un ddl per l’abolizione di Equitalia: i partiti non vogliono nemmeno discuterlo e lo affossano con un solo emendamento interamente soppressivo del disegno di legge. Se il M5S andasse al governo, Equitalia sparirebbe il giorno dopo: sono i partiti a volere la persecuzione fiscale e lo strozzinaggio legalizzato di Equitalia!

 

Nostro malgrado, si interrompe il dialogo fra il M5S e Renzi sulla legge elettorale… dopo settimane perse in chiacchiere, è chiaro che l’ex sindaco vuole solo far finta di ascoltarci e che la legge elettorale preferisce farsela con il pregiudicato…

 

 

Il presidente dell’Emilia Romagna Errani viene condannato a un anno per falso ideologico (tradotto: dava soldi alla Coop di famiglia): non è un problema per il Pd che tenta disperatamente di trattenere Errani per la giacchetta, ma lui si dimette.

 

Curiosità: Errani continua a prendere il vitalizio, così come l’arrestato Genovese (ora non solo indagato, ma imputato) continua a prendere 10.000 euro di indennità. Perché il Pd non chiede le dimissioni? Se M5S andasse al governo, questi signori dal giorno dopo non vedrebbero più un soldo dei cittadini.

 

Agosto

 

Il ddl Boschi viene approvato in prima lettura in Senato: una porcata che vuole un Senato fatto di nominati dai partiti, protetti dall’immunità, svuotato di ogni senso. Renzi vuole un sistema in cui una sola camera ha importanza, dominata da un unico partito a sua volta schiavo di un uomo solo al comando. Se questo progetto diventasse realtà, le Regioni verrebbero private di importanti competenze e il Governo avrebbe carta bianca per tutto, anche per dichiarare guerra visto che il nuovo articolo 78 della Costituzione nella riforma prevede che solo la Camera ha la facoltà di delegare al Governo il “poteri necessari”.

 

Il M5S ha fatto di tutto per scongiurare il pericolo di una svolta autoritaria attraverso la macellazione della Costituzione, ostruzionismo compreso: ma ancora una volta, come con la ghigliottina della Boldrini, quello che doveva essere un arbitro imparziale, cioè il presidente del Senato Grasso, ha favorito la maggioranza accorciando i tempi con la tecnica del “canguro”, cioè saltando il voto di più emendamenti con un colpo solo.

 

 

Settembre

 

Stangata sulle bollette del governo Renzi: “La nuova stangata autunnale che le famiglie e le imprese troveranno nella bolletta di gas ed elettricità annunciati dall’Aeegsi mostra chiaramente le inefficienze dei provvedimenti approvati fino a questo momento per la riduzione dei costi energetici. Come M5S abbiamo da tempo affermato, anche in occasione di una tavola rotonda da noi organizzata su questi temi, che l’argomento, per la sua complessità, deve essere affrontato in modo strutturale e non con proposte spot di propaganda come ha fatto iI Governo Renzi nel Decreto taglia bollette di questa estate: con l’effetto di ridurre la concorrenza alle fossili e ostacolando le possibilità di sviluppo delle fonti rinnovabili.”

 

Proroga missioni militari. Dal discorso di Di Battista: “Il governo Renzi spende 400 milioni di euro per rifinanziare missioni internazionali da oggi al 31 dicembre 2014 (e si leggerà poi a dicembre nella legge di stabilità lo stanziamento di ulteriori 850 milioni alle missioni)

Ma come, per aumentare di pochi euro gli stipendi delle forze dell’ordine i soldi non ci sono ma per le guerre sì? Pensate che 400 milioni di euro sono la somma che il governo sta cercando per finanziare, nel 2015, una prima fase di sblocco dei salari delle forze di sicurezza e dei militari. Secondo voi oggi dove andrebbero investiti i nostri soldi? In Afghanistan o qui in Italia per far sì che le forze di sicurezza e soccorso possano lavorare in condizioni dignitose? C’e’ sicurezza in Italia? Voi cittadini vi sentite tutelati?”

 

Ci aggiungerei che quando servivano 90 milioni per gli alluvionati della Sardegna sembrava impossibile trovarli, 400 milioni per fare la guerra invece si trovano all’istante… M5S nella sua “finanziaria buona” taglia 2 miliardi alle spese militari.

 

 

Ottobre

 

Il mese di ottobre inizia con l’approvazione, tra mille polemiche e con il solito fare dittatoriale del presidente del senato Grasso, del Jobs Act.

 

Ottobre è il mese del tirare le somme e del ricaricarsi tramite il contatto con i cittadini per il M5S con la tre giorni al circo massimo di Italia a 5 Stelle, mentre Genova affoga a causa dell’incompetenza congiunta di sindaco, presidente della regione e governo.

 

Si tirano le somme anche per il Governo che si vede contestato in piazza dai sindacati mentre è riunito alla Leopolda e si iniziano ad intravvedere i primi nervosismi, tanto da chiedere che lo sciopero venga vietato per legge per bocca del finanziere amico dell’ex Sindaco Davide Serra.

 

Viene presentata anche la legge di stabilità, il marchettificio per eccellenza insieme al decreto milleproroghe. E’ presentata come la più grande opera di taglio delle tasse mai fatta in Italia, in realtà viene semi bocciata dall’Europa, prevede clausole di salvaguardia che stroncheranno aziende e consumatori e tutta una serie di aiuti e aiutini.

 

L’alluvione di Genova dà un’altra dimostrazione dell’incompetenza dei politici dei partiti: qualsiasi genovese sa che ciclicamente si presenta il problema delle forti piogge in Liguria, ma i lavori sono bloccati da 3 anni per ricorsi al Tar!

 

Senza passerelle mediatiche, alcuni portavoce M5S sono lì a Genova a spalare il fango.

 

Mentre i partiti vogliono tenere lontani i cittadini dalle decisioni politiche, aumentando le firme necessarie per indire un referendum da 500.000 a 800.000, Il M5S dà un altro esempio di democrazia partecipata con la consultazione online sulle unioni civili e convivenze

 

Novembre

 

Confermata la compensazione tra cartelle Equitalia e crediti con la Pubblica Amministrazione: grazie al M5S, le cartelle Equitalia vengono sospese per chi vanta un credito (pari o superiore) nei confronti della Pubblica Amministrazione. E’ un altro dei nostri 20 punti, “misure immediate per il rilancio delle PMI”.

 

Sempre a novembre il M5S fa risparmiare 32 milioni agli italiani tagliando gli affitti d’oro della Camera.

 

Il M5S evita il peggio per le nomine alla Corte Costituzionale, lasciando a casa Violante e appoggiando la prof. Sciarra dopo aver ricevuto la ratifica online dai cittadini. Nel Consiglio superiore della magistratura viene eletto il nostro candidato Alessio Zaccaria, scelto online dai cittadini.

 

I partiti intanto si inchinano alle lobby del petrolio e approvano lo Sblocca Italia in Senato: dopo il regalo alle banche, arriva quello ai petrolieri, con il via libera alle trivellazioni selvagge.

 

 

Dicembre

 

In stile gran finale, nell’ultimo mese del 2014 succede di tutto…

 

Scoppia lo scandalo Mafia Capitale: come per Expo 2015 e Mose sono coinvolte sia la sinistra che la destra. Anche in questo caso M5S è l’unica forza politica pulita.

 

Renzi si sveglia e annuncia la lotta alla corruzione (proprio lui che l’ha affossata la corsa estate!), ma il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti preferisce la proposta del M5S:

 

Preferivo il progetto presentato dai Cinque stelle che prevede la cessazione della prescrizione una volta che viene esercitata l’azione penale”.

 

Il giustiziere Renzi intanto che è impegnato a modo suo alla lotta alla corruzione (fa decreti d’urgenza per tutto, solo per l’anticorruzione si può andare a “velocità normale” seguendo l’iter di un ddl…) depenalizza una lunga lista di reati… fra cui guarda caso ‘marachelle’ tipiche dei politici dei partiti...

 

Renzi parla di tasse tagliate di 18 miliardi: ci sono invece 39 miliardi di tasse in più!

 

Dati Confcommercio: il primo anno di Renzi come Premier (speriamo che sia l’ultimo…) è stato DISASTROSO per le imprese: secondo i “gufi” di Confcommercio sono sparite 260 imprese al giorno.

 

“Sono sempre più numerose le imprese del terziario di mercato che cessano l’attività rispetto alle nuove iscrizioni. Nei primi dieci mesi del 2014, infatti, il saldo tra aperture e chiusure è negativo di quasi 78mila unità e in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-76.489)”.

 

Il 3 dicembre in conferenza stampa M5S illustra il suo ddl per il reddito di cittadinanza: le coperture per farlo ci sono, approvate e bollinate dalle commissioni bilancio. Basta volerlo.

 

M5S il 13 dicembre lancia la raccolta firme per un referendum consultivo sull’Euro: i cittadini devono decidere del loro futuro. Proprio come per il reddito di cittadinanza, dicono che non si può fare. Bugia: dicono così di qualsiasi cosa che guasti i loro piani. C’è un precedente nel 1989 e anche se il referendum consultivo non obbliga all’uscita dall’Euro rappresenta comunque un fatto di grande importanza politica. Salvini getta la maschera e snobba la nostra raccolta firme perché è No-Euro soltanto quando può metterci la sua etichetta e quando gli serve per prendere voti: se fosse davvero contro l’Euro dovrebbe appoggiare ogni iniziativa a favore del ritorno della sovranità monetaria in Italia.

 

Legge di stabilità: al Senato dopo una notte insonne viene votato alla cieca un maxi-emendamento del governo pieno di errori di forma e di sostanza, senza avere il tempo di leggerlo e valutarlo, con parti mancanti e rimandi a commi di legge inesistenti… tuttavia il Presidente Grasso reputa il testo ricevibile e permette la votazione. Ai giornali Grasso dirà che lui DEVE far votare quello che la maggioranza mette insieme per mandare avanti il paese… invece il suo ruolo sarebbe quello di far rispettare il regolamento e nell’art.8 del regolamento del Senato c’è scritto che il Presidente giudica della ricevibilità dei testi da votare, quindi non ha alcun obbligo a far votare tutto…

 

Partite Iva: Il Jobs act dà una mazzata ai nuovi freelance e professionisti (ma spesso dipendenti che lavorano con partita Iva, pur di non restare disoccupati…). L’aliquota d’imposta passa dal 5% al 15% sotto i 15.000 euro.

 

M5S propone invece un’aliquota unica del 5% per i primi 5 anni di attività e del 15% dal sesto anno in poi, per tutte le partite Iva sotto i 40mila euro di fatturato.

 

Renzi, nella follia più totale, prima dà la bastonata alle partite Iva e poi agita la carota del solito annuncio, blaterando di un provvedimento ad hoc per le partite Iva! Farla prima una norma come si deve era troppo facile?

 

IMPORTANTE SUL JOBS ACT PRIVATI-PUBBLICI

 

RENZI: “in Consiglio dei ministri ho proposto io di togliere la norma” sui licenziamenti dipendenti pubblici “perché non aveva senso inserirla in un provvedimento che parla di altro. Il Jobs act non si occupa di disciplinare i rapporti del pubblico impiego. Le regole del lavoro pubblico le riprenderemo nel ddl Madia. La mia idea è che chi sbaglia nel Pubblico paghi. Per chi non lavora bene perché non è messo in condizione di farlo, la responsabilità va attribuita ai dirigenti. Ma per i cosiddetti fannulloni va messa la condizione di mandarli a casa. Ma questo argomento prenderà corpo a febbraio o marzo”

 

Renzi discrimina i lavoratori dipendenti privati perché nel pubblico c’è il suo bacino elettorale da salvaguardare: per questo servono norme diverse. Chi figlio e chi figliastro. Il senso del Jobs act non è licenziare i fannulloni (altrimenti andrebbe bene anche per il pubblico) ma di tenere i dipendenti privati sotto il ricatto di un licenziamento a norma di legge possibile in qualsiasi momento (i grandi imprenditori e le multinazionali, sempre bisognosi di schiavi, ringraziano).

 

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