Il nostro studio sui 20 anni di gestione Pulchra

Il M5S ha avuto da sempre una posizione molto critica sulla Pulchra, anche prima di essere rappresentato in Consiglio Comunale. Ciò non è dovuto ad un pregiudizio nei confronti del socio privato SAPI, che detiene il 49% delle quote della Società, bensì ad un’attenta e completa lettura del contratto stipulato nel 1998 dalla Giunta Tagliente e dagli aggiornamenti e dalle aggiunte concordate con le Giunte che si sono succedute al governo della Città fino ad oggi.

Se il centrodestra ha impostato male il rapporto tra il Comune e la Pulchra, e quando diciamo “male” intendiamo a favore del socio privato ed a discapito dei cittadini di Vasto, il centrosinistra non è stato da meno ed ha proseguito imperterrito sulla strada tracciata mentre ci si sarebbe aspettato un netto cambiamento di rotta da una parte politica che, almeno in linea teorica, rivendica gli interessi della collettività come prevalenti su quelli privati. Ricordiamo a tutti che il centrodestra ha gestito il contratto con la Pulchra dal 1998 al 2006 mentre il centrosinistra lo ha gestito dal 2006 ad oggi, con importanti aggiunte quali, ad esempio, quelle relative alla raccolta differenziata.

Vediamo in maggior dettaglio gli articoli del contratto di base che riteniamo non in linea con gli interessi dei cittadini e che avrebbero dovuto e potuto essere modificati negli ultimi 19 anni ( ricordiamo che il contratto andrà in scadenza il 16 luglio 2018 ). 

  • 2 del contratto : Esclusività dell’affidamento.

Con questo articolo il Comune si impegna ad assegnare in esclusiva alla Pulchra non solo i servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti, ma anche altri servizi non compresi nel contratto ma scritti nello statuto della Società. Ad esempio spazzamento della neve, bonifica delle discariche abusive, pulizia spiagge. Tutti servizi che avrebbero potuto essere messi a gara e per i quali il Comune è costretto a rivolgersi alla Pulchra.

Tale esclusività dell’affidamento risulta ancora più contraria agli interessi del Comune, se abbinata al successivo art.4  

  • 4 del contratto : Il contratto ha una durata di 20 anni.

E’ facile comprendere come questa durata sia eccessiva in quanto, per un periodo lunghissimo, non ha consentito al Comune di mettere a gara il servizio della   raccolta rifiuti, servizio noto a tutti per essere il più incidente sul bilancio del Comune. Onerosa per il Comune è anche la clausola che prevede una proroga dei servizi per un periodo non inferiore ai 5 anni. Perché il Comune non potrebbe prorogare il contratto di un solo anno? E’ uno dei misteri a cui dovrebbero rispondere i sindaci emeriti di questa Città, ma anche il Sindaco Menna che continua sulla scia dei suoi predecessori. 

  • 7 del contratto : Ammontare del canone.

Non è questa la sede per discutere la congruità dell’importo concordato venti anni or sono. Rileviamo comunque che all’epoca furono fatte dalla Pulchra al Comune 2 offerte distinte ed alternative. Una ( offerta B ) comprendeva soltanto i servizi essenziali di spazzamento e rifiuti, mentre l’altra ( offerta A ) comprendeva anche una serie di servizi accessori (spalatura neve, discariche abusive, ecc. ). L’anomalia dell’offerta A consiste nel fatto che tutti i servizi accessori sono quotati “a corpo” con un unico e rilevante importo, e non singolarmente come sarebbe stato corretto fare. Una offerta insomma alla “prendere tutto o lasciare” che ha comportato il rifiuto, più o meno complice, del Comune che così si è trovato a trattare con Pulchra di volta in volta i servizi accessori richiesti, magari in qualche segreta stanza. E’ mancata quindi per i servizi accessori la necessaria trasparenza e ne vedremo un esempio nel servizio di pulizia delle spiagge. 

  • 11 del contratto : Revisione del Canone

E’ prevista in questo articolo una revisione annuale del canone basata essenzialmente sull’andamento del costo della manodopera, dei carburanti e dei prezzi di listino dei mezzi impiegati per la raccolta. Per contro, ed è fatto particolarmente grave, non vengono stabilite le fonti ufficiali dei dati e così ci si è ritrovati ad adeguare il prezzo dei carburanti sulla base delle indicazioni di un distributore di benzina invece di far riferimento ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il risultato di tutto questo è che la Pulchra ha beneficiato di aumenti annuali del canone doppi rispetto all’inflazione nazionale. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Dove erano i sindaci emeriti degli ultimi 20 anni? Dove erano le opposizioni emerite degli ultimi 20 anni?

Il DPR n.158 del 1999 stabilisce chiaramente nel suo allegato 1 che i costi possono essere aumentati in base al tasso di inflazione da cui anzi andrebbe detratto l’aumento di produttività delle aziende che gestiscono i rifiuti, aumento di produttività che per legge deve essere maggiore di zero.

Quindi da una parte adeguamenti del canone doppi rispetto all’inflazione e dall’altra nessuna detrazione dovuta all’aumento di produttività del sistema di raccolta.

Ci chiediamo, e vi chiediamo, sindaci emeriti degli ultimi 20 anni : E’ mai possibile che la Pulchra negli ultimi 20 anni non abbia ottenuto alcun aumento di produttività a favore delle tasche dei cittadini? Una qualsiasi azienda che in 20 anni non avesse avuto aumenti di produttività sarebbe fallita, ed invece la Pulchra ha ottenuto, e distribuito, ingenti utili. Ma di questo parleremo in seguito. 

  • 22 del contratto : Sub-appalto

L’unica limitazione per i sub-appalti è il rispetto della vigente legislazione. Il Comune ha dato mano libera al socio privato e non ha posto condizioni, rinunciando al suo potere di controllo ed interdizione, proprio di un socio di maggioranza che volesse delegare tutti i poteri operativi ad socio di minoranza. In particolare nessuna clausola è stata posta per regolare il conflitto di interessi tra il socio privato della Pulchra e la sua azienda SAPI che continuava ad operare sul territorio.

Questo della mancata regolamentazione dei sub-appalti è un altro capitolo oscuro del contratto su cui i sindaci emeriti degli ultimi 20 anni dovrebbero fare chiarezza. 

Al contratto del 1998 di cui abbiamo parlato è allegata la già citata offerta economica B, in cui si descrivono i servizi ed i relativi costi industriali, sui quali, ripetiamo, non faremo valutazioni di merito. Non possiamo però esimerci dal notare che nello stesso allegato B si evidenziano costi generali di gestione, non sufficientemente dettagliati, per un importo pari al 9% dei costi industriali, aggiungendo infine, e questa è la ciliegina sulla torta, un ulteriore costo per garantire alla Pulchra un utile, esageratamente elevato e pari al 10,82% dei costi industriali e di gestione.

In pratica l’utile della Pulchra è fissato in partenza su un valore elevatissimo per il settore dei rifiuti, ed appare una vera e propria “estorsione” a danno dei cittadini. La % del 10,82 non solo è esagerata ( ci piacerebbe sapere come è stata calcolata fino alla seconda cifra decimale ) ma è anche incorrettamente definita perché comprensiva  dei costi di gestione e non dei soli costi industriali. In pratica la Pulchra è stata incoraggiata ad avere costi generali di gestione elevati perché più alti erano questi costi e più alto sarebbe stato l’utile. Il tutto aggravato dal fatto che anche l’utile è stato rivalutato nel tempo automaticamente e con il meccanismo che abbiamo visto sopra, cioè ad un ritmo doppio rispetto all’inflazione nazionale.

A questo punto, i famosi sindaci emeriti degli ultimi 20 anni, dovrebbero spiegarci, come mai questo anomalo utile non sia stato mai rinegoziato. Evidentemente gli interessi della Pulchra sono stati ritenuti prevalenti su quelli dei cittadini, per distrazione, per incapacità, o per altro…….

Ci si potrebbe rispondere che un contratto è un contratto e che non è modificabile.

Ma questa sarebbe una bugia perché il contratto, almeno una volta, nel 2004, è stato modificato, ma a vantaggio della Pulchra. In quell’occasione infatti fu introdotta un’ulteriore clausola di incremento automatico del compenso ( non bastava evidentemente il doppio dell’inflazione) che è stato legato anche alla crescita demografica : per ogni 1% di aumento della popolazione il compenso viene aumentato dell’1%. Questo meccanismo, tra l’altro discutibile perché comprensivo dei costi fissi e dell’utile mentre tuttalpiù poteva comprendere i costi diretti, non era previsto dal contratto originario ma è stato comunque introdotto, a riprova che non è vero che il contratto debba essere considerato immutabile e non soggetto a revisioni.

Se il contratto base è stato fatto male dal centrodestra e gestito altrettanto male dal centrodestra e dal centrosinistra, non diversamente sono state fatte le estensioni contrattuali ad opera esclusiva del centrosinistra che ha governato la città ininterrottamente dal 2006 ad oggi.

Il centrosinistra ha gestito l’introduzione progressiva della raccolta differenziata che dal 2010 è stata estesa a tutta la città, con l’esclusione di Vasto Marina. L’analisi della estensione della convenzione con la Pulchra, evidenzia importanti criticità.

Il conteggio dei costi industriali aggiuntivi rivendicati dalla Pulchra è tutt’altro che chiaro e non risulta che ai costi della nuova organizzazione, mirata alla raccolta differenziata, siano stati dedotti i costi della vecchia organizzazione relativa alla raccolta indifferenziata ed al lavaggio dei cassonetti.

La convenzione prevede inoltre una stima dei ricavi derivanti dalle vendite ma non esistono i relativi consuntivi, assenti anche nell’ultimo Piano finanziario dei rifiuti approvato per il 2017. Che fine hanno fatto i ricavi delle vendite dei materiali differenziati? Questa domanda non trova ancora risposta nei documenti e nemmeno nelle parole evanescenti dell’Assessore all’Ambiente.

Dobbiamo ancora denunciare il fatto che, mentre il Comune ha pagato Pulchra dal 2012 come se la raccolta differenziata fosse effettivamente stata estesa in tutte le zone previste dal contratto, i risultati effettivi lasciano forti dubbi in proposito.

Nel 2011 la % di raccolta differenziata è risultata essere un misero 25%, salito al 38% nel 2012, al 43% nel 2013 per raggiungere soltanto nel 2014 il valore di regime del 47%. Ci sono voluti 4 anni per una effettiva estensione della raccolta differenziata nelle zone previste ma, nel frattempo il Comune ha pagato a Pulchra il 100% del compenso pattuito.

Si dirà : “colpa dei cittadini”. Ma questo non è vero, come dimostrato a Vasto Marina dove, fin dal primo mese di raccolta differenziata, è stato ottenuto il risultato del 62%.

Altrettanto opaca, pasticciata e favorevole soltanto alla Pulchra è la più recente estensione della raccolta differenziata a Vasto Marina. Abbiamo portato questa convenzione all’attenzione della Commissione di Vigilanza e siamo in attesa di molte risposte da parte dell’Assessore Cianci. In questa sede vogliamo soltanto dire che il preventivo dei costi presenta le stesse approssimazioni del 2010 (non vengono detratti i costi precedenti) e che i compensi per Pulchra risultano maggiorati grazie ad una convenzione che fa riferimento a due offerte contrastanti, ma ne sceglie la più conveniente per Pulchra, in contraddizione con una delibera della Giunta che, per quanto anch’essa pasticciata, poneva comunque un limite al compenso (150.000 euro/anno), limite che poi è stato superato.

Un vero pasticcio. Ma questa Amministrazione che fa? Rifiuta di prenderne atto, tergiversa e non mette in atto i provvedimenti necessari al ripristino della legalità.

Signor Sindaco, il tempo sta per scadere, e se non ponete rimedio velocemente al problema, saremo costretti ancora una volta a rivolgerci alla Corte dei conti, e se necessario, anche oltre. L’inerzia di fronte all’evidenza dei fatti diventa complicità. Se ne ricordi!

Per completare la descrizione dello strano rapporto del centrosinistra con la Pulchra esaminiamo anche la recentissima convenzione per la pulizia delle spiagge.

Anche qui un preventivo pasticciato che non consente la ricostruzione del compenso richiesto. Poi un intervento della Giunta che ne chiede una riduzione, ottenendola, ma senza accorgersi che la convenzione che ha durata dal primo di giugno al 31 agosto, prevede un margine di inizio delle operazioni : Pulchra se vuole può iniziare il servizio anche il 15 di giugno. Tutti comprendono che 14 giorni di ritardo su 92 di servizio teorico valgono  per Pulchra un risparmio di circa il 15% dei propri costi. Perché è cosi difficile capire che se il Comune paga per 3 mesi, il servizio deve essere erogato per 3 mesi? Tutti hanno visto che nei primi giorni di giugno la spiaggia era ancora sporca.

Piccole e grandi concessioni che hanno ingenerato nei cittadini il sospetto, più che lecito, di una complicità della Politica con la Pulchra. L’Amministrazione Menna non ha fatto nulla per fugare questo sospetto ed anzi, con la sua inerzia, lo sta rafforzando. 

Era doveroso da parte nostra ricostruire i punti essenziali che hanno caratterizzato il rapporto del Comune con la Pulchra negli ultimi 20 anni. Ciò prima di tutto per giustificare con i fatti la richiesta del M5S di non rinnovare per altri 5 anni la convenzione con la Pulchra.

La nostra idea è che comunque il Comune debba mantenere la quota del 51% nell’azienda che gestisce la raccolta, lo spazzamento ed altre operazioni di tutela del territorio, ma che la restante quota del 49% debba essere messa gara, sulla base di una convenzione completamente rivista rispetto all’attuale. Riteniamo inoltre che anche lo Statuto della nuova società debba essere rivisto nel senso di un riequilibrio del potere operativo che attualmente è tutto nelle mani del socio privato.

E’ auspicabile infine che in futuro venga dato spazio al merito ed alle professionalità piuttosto che subire dal socio privato Amministratori Delegati privi della necessaria professionalità e messi a fare da paravento ad altri, anche in tribunale.

Il Comune non poteva e non doveva accettare che la gestione operativa della Pulchra fosse affidata ad un revisore dei conti che, per quanto bravo ( è stato revisore al Comune di Roccaspinalveti ), è oggettivamente privo dei titoli e dell’esperienza necessaria.

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