CONSIGLIO COMUNALE del 27/09/2017. A 10 mesi dalla scadenza di un contratto ventennale questa amministrazione non sa ancora cosa fare

Odg: Revisione straordinaria delle partecipazioni ex art. 24 D. Lgs. 19 agosto 2016, n. 175, così come modificato dal D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 100. Ricognizione partecipazioni possedute. Individuazione partecipazioni da alienare. Determinazioni conseguenti.

Abbiamo letto con attenzione i documenti relativi alla revisione delle partecipate. Certo, con l’attenzione di chi ha avuto meno di 24 ore per analizzare le carte da cui trarre delle conclusioni ed assumere decisioni in merito alla proposta avanzata dal Sindaco (e non “proposta di delibera del Consiglio Comunale”: anche la forma ha la sua importanza). Già, perché i documenti ci sono stati consegnati solo poche ore prima della seduta di Consiglio (in seconda convocazione).

È evidente che il nostro interesse come quello di tutti i cittadini si è concentrato sulla partecipata Pulchra Ambiente S.r.l.

Nell’allegato B abbiamo letto cosa si propone di fare questa amministrazione della Pulchra srl. Tre sono le alternative proposte dalla maggioranza (per lo più ignara): la prima, esperire una nuova procedura di gara ad evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto a cui affidare il servizio a decorrere dalla data di scadenza del contratto con Pulchra, provvedendo contestualmente a dare inizio alle procedure di liquidazione della società mista; la seconda, costituire/aderire ad una società in House con contestuale affidamento diretto del servizio; la terza, procedere, attraverso il combinato disposto degli articoli 20 e 24 del D.lgs 175/2016, all’alienazione della quota di maggioranza detenuta nella società mista con procedure che garantiscano il rispetto dei principi comunitari di pubblicità, trasparenza e non discriminazione e con contestuale affidamento del servizio per un quinquennio.

Queste le nostre osservazioni.

In primo luogo, esperire una nuova procedura di gara ad evidenza pubblica vuol dire una sola cosa e cioè che bisogna darsi una mossa. In secondo luogo, come specificato anche nella proposta di delibera, la costituzione o l’adesione ad una società in House è condizionata all’eventuale passaggio di competenze della materia di rifiuti all’Agir, ammesso che l’autorità istituita con la L.R. n.36/2013 abbia piena attuazione. La terza ipotesi presa in considerazione dalla proposta del sindaco è quella che ci lascia maggiormente perplessi. La questione è relativa alla possibilità di alienare la quota di maggioranza detenuta dal Comune, quindi il 51%, procedendo attraverso (leggiamo testualmente) il combinato disposto degli articoli 20 e 24 del Dlgs 175/2016. Orbene, questa terza ipotesi sembrerebbe essere quella che l’Amministrazione intende percorrere perché la proposta del sindaco è diretta ad ottenere una valutazione professionale relativa sia al valore delle eventuali quote da alienare che all’adeguatezza del canone di affidamento.

Abbiamo avuto occasione di trascorrere lo scorso week-end a Rimini dove, in occasione di Italia a 5 stelle, abbiamo avuto modo di incontrare moltissimi portavoce del Movimento 5 Stelle. Ci siamo trattenuti a lungo con i colleghi di Pomezia, comune virtuoso, che solo 4 anni fa aveva un bilancio a -7 milioni di euro ed oggi, quasi al termine del mandato del Sindaco Fucci, ovviamente 5 stelle, ha un bilancio pari a +16 milioni di euro. Ci hanno parlato di una gravosa operazione portata avanti in questi anni che si è conclusa con l’alienazione delle quote possedute in 2 partecipate. Un grande successo per quell’amministrazione a 5 stelle. Potrebbe sembrare dunque vantaggioso alienare le quote di una società partecipata e così sarebbe se non fosse che le partecipate le cui quote sono state alienate dal Comune di Pomezia erano degli scogli legati al collo del Comune in quanto gravemente deficitarie.

Relativamente a Pulchra, invece, i dati incontrovertibili sono i seguenti. Partiamo da quelli risultanti dall’allegato A: innanzitutto il fatturato della società che si attesta intorno ai 5 milioni di euro e poi il risultato di esercizio, che nel 2016 è stato di 378.000 euro. Non paghi, siamo andati a scovare gli altri dati incontrovertibili nel bilancio di Pulchra ed abbiamo rilevato che la società è stata così brava ad effettuare tutti gli accantonamenti previsti dalla legge da distribuire ai soci, a fronte di utili pari a €.378.000, ben €.513.000 di dividendi. Dunque il bilancio di Pulchra è tutt’altro che negativo. Perché, allora, vendere le quote? E con quale giustificazione? Quella addotta nei documenti prodotti si concretizza nella previsione dell’art. 20 comma 3 lettera f), secondo cui devono essere alienate le partecipazioni per le quali c’è la necessità di contenere i costi di funzionamento. E’ solo il caso di ricordare che questa amministrazione ha NEGATO in varie occasioni che i costi della Pulchra fossero elevati. Più volte! Oggi, invece, viene fuori che questa società necessita del contenimento dei costi di funzionamento.

Richiamiamo l’attenzione della cittadinanza tutta su questa riflessione: se i costi di funzionamento sono elevati e la società è sempre in attivo, al punto da elargire dividendi che vanno al di sopra del risultato d’esercizio (utili), vuol dire che i cittadini di Vasto sono stati ripuliti per bene. Provate a dire ancora che le tariffe TARI sono le più basse, provateci ancora ma ditelo piano perché se i cittadini hanno compreso ciò che abbiamo appena esposto potrebbero risentirsi e prendersela con chi mistifica la realtà dei fatti.

Inoltre, in caso di alienazione della quota, chi potrebbe mai essere l’acquirente cui affidare il successivo servizio quinquennale? Magari il socio avente diritto di prelazione? Beh, certo, in questo caso il contratto sarebbe nuovo di zecca e potrebbe, finalmente, prevedere qualche vantaggio per i cittadini.

Non sappiamo più cosa credere e cosa pensare. Concludiamo, però, con un’ultima: nel bilancio di Pulchra al 31/12/2016 è iscritta, alla voce “crediti”, la somma di 5 milioni di euro. Considerato che la società lavora solo con il Comune di Vasto, viene spontaneo pensare che quei crediti possano essere riferiti quasi esclusivamente a somme dovute dal Comune di Vasto alla stessa Pulchra. Sarà forse questa la ragione per la quale è opportuno alienare le quote societarie? Ed infine, chissà se in quei 5 milioni di euro era già ricompreso quel milione di euro di cui allopposizione a decreto ingiuntivo tardivamente iscritta a ruolo.

 

M5S Vasto

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